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28/10/2004
27/10/2004

No. Neanche qui mi sento a casa.
26/10/2004





Inespressività e rassegnazione al dover sempre ritornare a casa. Rassegnazione al fatto che non mi potrò permettere un viaggetto per un po' e che è l'ora di rimettersi a lavorare (e cercarne altri) di buona lena, ed al fatto che quando indosserò gli abiti che ho comprato su sarò lo zimbello di Genova. Vabbè, welcome back a me, ciau.
25/10/2004
L'idea di dover ritornare a casa mi angoscia.
18/10/2004
C'è che mi dice beata te, chi mi dice che sono fortunata. Io penso di non essere più fortunata di nessuno, tantomeno ricca o cosa. Penso solo che volere è potere. Forse sono immatura, ma prendermi una pausa per scappare via non la trovo un'impresa assurda. La questione economica è addirittura peggio, probabilmente quando tornerò a casa non avrò più soldi in banca.
Ma quando il cuore mi dice di andare DEVO andare.
Ultimamente organizzo la mia vita a pause fra un viaggio e l'altro. Sto già pensando ad una qualche sistemazione come volontaria all'estero (il più lontano possibile) per questo Natale. Non riesco più a restare qui a lungo. La mia psicologa (m'insegue come un segugio ma io le sfuggo!) mi sgriderebbe, mi direbbe che vivo da immatura, che mi sto disperdendo per paura di crescere. Effettivamente ora che ci penso non ho la minima intenzione di diventare adulta. Tutt'ora se qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita, rispondo automaticamente, Studentessa. L'ho anche fatto scrivere oggi sulla carta d'identità. Ma non è vero che sto ancora studiando.
Vabbeh domani mattina si parte. Mi porto dietro lo sketchpad (e ne farò rifornimento, visto che i primi li ho comprati lassù) e mi auguro di disegnare un pochino, se ne avrò il tempo. Questa volta voglio fare casino e divertirmi, da vera adolescente. Bye, alla prossima settimana.
17/10/2004
I miei coetanei non mi accettano.
16/10/2004
Salone Nautico, bad ending:
Per me è finita. Ho la febbre e di certo non m'immolo per un paio di decine di euro. Sono stanca, rantega, e soprattutto voglio guarire per martedì, il giorno in cui partirò per tornare a Londra.
13/10/2004
13/10/2004
Salone Nautico, ho perso il conto dei giorni:
Passo il badge ogni mattina con l'abilità di un'esperta abusatrice di carte di credito.
12/10/2004
Mi hanno ucciso il dottor Romano.
Rispettoso silenzio stampa.
11/10/2004
Salone Nautico. 3° giorno.
Sono sfinita. La gente mangia in continuazione ed io sposto quintali di piatti al giorno. Sono povera e proletaria, e spendacciona acciocché me lo merito. Dal canto loro l'altra fetta della società se la spassa, guarda barche (che ai miei occhi appaiono tutte uguali) e -scoperta che mi turba- veste veramente malissimo.
Ammetto che quest'ultima considerazione è veramente frivola, ma uno che ne so i ricchi se l'immagina tutti strafighi ed inghirlandati in abiti stupendi. Mentre noto che il Guru regna sovrano. Eh si che lo credevo un po' maffo e demodé. Va beh un saluto alla Para che gradirà queste mie riflessioni.
10/10/2004
Salone Nautico, 2° giorno.

Ma quanto mangiano quei cazzo di riccastri?
07/10/2004
Faccio scenate tragiche.
Mi sento come se una mandria di elefanti mi avesse spiaccicata per benino.
06/10/2004

ahio.
05/10/2004
03/10/2004
Non so se sia genetica, un fattore di ipersensibilità al mondo o chissà cosa, ma questo ruolo di artista tormentata mi si appiccica addosso giorno dopo giorno. E ci sguazzo dentro con nostalgico piacere.
Come diceva sempre il mio amico Billy, penso di essere innamorata della mia tristezza. E' a lei che sto dedicando la mia vita, e di rimando ne ricevo soave affetto e consolazione. E chi sta meglio di me?
ARGH
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